Mentre già ne parla anche Fantascienza.com, vi presentiamo Florian facendocelo raccontare dai suoi autori.
Iniziamo da un intervista a Zonn (aka Sandro Battisti).
Dietro il nick di Zoon si cela uno dei padri fondatori del Connettivismo. Chi è Zoon, cosa è il connettivismo?
Zoon è uno scrittore da più di vent'anni; scrivo di Fantascienza, ombre, misticismo e tecnologia, nonché di poesia e multimedialità. Dopo tutto questo tempo non è stato impossibile trovare, sulla strada, compagni di viaggi affini; è nato così il Connettivismo, un'avanguardia memore delle avanguardie del secolo scorso, che mira a rifondare la Fantascienza attraverso misure mediate dal misticismo matematico.
Florian a fumetti nasce dall'adattamento di un tuo romanzo, Zoon. Raccontaci del romanzo di riferimento, del tuo percorso formativo e creativo, tecniche narrative e autori di riferimento.
Il romanzo fu un punto di svolta. Nel 2003 mi sono trovato, per la prima volta, a far nascere /davvero/ un mondo alternativo che, inizialmente, non pensavo si estendesse oltre tre romanzi; invece ora quell'universo è diventato un mostro capace di assorbire la quasi mia intera produzione, sia che si parli di romanzi, sia di racconti, di collaborazioni o film. Vengo dagli anni del Gothic, dalle oscurità musicali e dalla psichedelia dei Floyd, ma sono stato e resto programmatore di elaboratori elettronici, e ciò ha inciso profondamente sulla mia visione del mondo; le tecniche che uso sono istintive, mentre tra gli autori che mi hanno influenzato segnalo Bruce Sterling e Algernon Blackwood.
Florian è un progetto ambizioso che si impernia sui fondamenti del connettivismo. Raccontaci del making of di Florian a fumetti e della sua genesi in questa nuova incarnazione dove le parole si fondono alle immagini.
E' stato come accettare una sfida; non avrei mai pensato al fumetto come a uno sbocco naturale per Florian, eppure ora mi sembra la cosa più plausibile. Scriverne la sceneggiatura è diventato via via più naturale, e ritrovarmi davanti le stesse immagini, trasposte a un'altra mente, che facevano da sfondo al concepimento del romanzo è stato semplicemente fantastico.
Cosa ci riserva Florian nel futuro?
Non sarà un viaggio banale. No, direi proprio di no...
Cosa riserva il futuro a Zoon?
Mi auguro, e spero, nella stessa risposta dello scorso tag.
Continuiamo con un altra breve intervista a Lazarus (aka Fabrizio Ricci), emergente autori di fumetti, che ha dato vita alla versione disegnata di Florian.
Dietro il nick di Lazarus si cela uno dei più promettenti fumettisti della rete. Chi è Lazarus e come si presenta al pubblico del web?
Salve a tutti, mi chiamo Fabrizio Ricci, in arte Lazarus. Sono ormai diversi anni che ho a che fare con il fumetto, un mezzo che ho tentato di esplorare con varie ricerche tecniche, documentate sul mio sito Il Trono dei Pazzi. E' stata un esperienza su cui ho più volte sbattuto le corna, senza mai arrendermi, tentando sempre di creare qualcosa di nuovo e diverso da prima, magari non riuscendoci sempre o imbarcandomi in pazze imprese che non valeva la pena di affrontare, ma sempre con l'idea di fare meglio. Il percorso non si è certo esaurito, e spero che presto o tardi mi permetterà di raggiungere un risultato decente e credibile.
Il tuo tratto, Lazarus, è una matura sintesi tra diverse correnti fumettistiche, ma l'influenza maggiore sulla tua maturità artistica in continua evoluzione ce l'ha, senza ombra di dubbio, il fumetto giapponese . Raccontaci il tuo percorso formativo e creativo, tecniche e autori di riferimento.
Leggo fumetti dalla tenera età, incominciando da Dylan Dog e da altri classici bonelliani, per poi passare in un secondo momento al manga, che ha sicuramente costituito la mia lettura più corposa, al fianco di altre finestre aperte sul fumetto internazionale. Personalmente però l'idea di "fare manga", non mi ha mai allettato, e sono anzi alquanto restio al concetto stesso di "manga italiano", senza in alcun modo voler negare l'indubbia influenza che ha avuto su di me (presente in alcuni lavori più di altri). Ciò che apprezzo del fumetto giapponese più che nel tratto in se per se (che poi è ciò che in genere attira-distoglie l'attenzione), sta in una certa dialettica del mezzo ed in un insieme di soluzioni tra composizione e struttura, che me lo fanno preferire ad altre forme di linguaggio, soprattutto per una certa libertà creativa che invece intrappola altre realtà fumettistiche (eccezioni a parte).
Per quanto mi riguarda non mi sono mai sentito vincolato al manga in alcun modo, ed ho anzi sempre cercato di prendere ciò che mi sembrava utile ovunque lo trovassi, nel tentativo di giungere infine ad una sintesi personale. Le tecniche a cui in genere ricorro, tratteggio e china diluita, non sono molto gettonate nel fumetto italiano, ma sono quelle in cui con gli anni mi sono ritrovato meglio, mentre il colore (generalmente al computer) è un esperienza relativamente nuova.
Ora come ora non mi sento ancora vicino ad un risultato che possa ritenere accettabile, ma conto di arrivarci un po' alla volta.
Florian è un progetto ambizioso che deve moltissimo alla tua visualizzazione grafica. Raccontaci del making of di Florian.
Graficamente Florian è realizzato con tratteggio e china diluita, ma sono particolarmente importanti anche innumerevoli interventi di computer grafica, necessari a meglio rendere le atmosfere cyberpunk e iperconnettive di cui è intriso. Riguardo l'uso del computer nel fumetto non sono stato mai troppo convinto della sua necessità, anche a fronte di interventi non felicissimi che ho avuto modo di vedere in giro (e che ho mio malgrado avvolte sperimentato), per cui all'inizio non ero sicuro di volervi ricorrere. In qualche modo anche costretto dalla complessità della realtà futuristica in cui vive Florian, cominciai a sperimentare in questa direzione, arrivando a soluzioni che credo siano tutt'altro che disprezzabili e, come già detto, necessarie per la storia.
Il progetto non è stato semplice ed ha richiesto notevoli sforzi e tempo, per cui spero possa essere apprezzato dal pubblico.
Cosa riserva il futuro a Lazarus?
Magari a saperlo. Quello che posso dire è che cercherò di arrivare a risultati sempre migliori, perfettamente conscio dei limiti strutturali del mercato italiano, di cui auspico da anni una rinascita che stenta ad arrivare, ma su cui il mercato parallelo del web potrebbe dare un contributo.
Ringrazio la Cagliostro e-press per lo spazio concessomi e saluto tutti.
Florian vi aspetta ogni settimana con aggiornamenti domenicali





























